lunedì, 02 giugno 2008

Diary of the Dead

di George A. Romero

(2007)

 

Il quinto capitolo della saga dei morti viventi è un vero e proprio ritorno alle origini. I morti iniziano a tornare in vita e il panico esplode. Al giorno d’oggi la quantità di informazioni disponibile è aumentata esponenzialmente, basta pensare al mondo di internet e a fenomeni come blog e youtube. Le informazioni girano velocemente, sono inarrestabili. Comunicare. Mostrare è la parola d’ordine. Le informazioni possono anche essere manipolate, il TG rimonta le immagini e cerca di calmare le persone offrendo bugie. Ma ormai non siamo più in balia solo della televisione, abbiamo la rete. Informazione e disinformazione, qual è il confine. Ormai la finzione ha preso il posto della realtà.

 

 

La telecamera del protagonista è i nostri occhi. E’ necessario riprendere, far conoscere la verità, e magari aiutare altre persone attraverso la nostra testimonianza. Ma sotto sotto c’è veramente questo nobile fine, oppure si tratta solo di voglia di notorietà? Jason non lascia mai la telecamera. E’ parte del suo corpo, un suo prolungamento. Vuole farci vedere tutto, testimoniare. Sceglie le inquadrature, le angolazioni, e talvolta è così ossessionato dal registrare da non rendersi conto che sarebbe necessario il suo aiuto. Quello che non riprende non esiste. Non esiste semplicemente perché non possiamo conoscerlo, è rimasto fuori dall’occhio della telecamera, e magari possiamo ascoltare solo qualche grido. Ma la scena in se è stata persa. Sparita.

 

Romero torna a parlare della nostra società (informazione, contro-informazione, immagini, realtà e finzione nel mondo dei new media) e del genere umano. Una ragazza protagonista del film ad un certo punto afferma che è in atto una lotta tra “noi” e “loro”, ma “loro” siamo in realtà “noi”. Il genere umano è alla deriva, siamo veramente tutti mostri, siamo noi stessi che ci distruggiamo a vicenda, siamo noi gli animali assetati di sangue e violenza, esseri senza scrupoli. Ha ancora senso parlare di bene e male, buoni e cattivi?

 

 

Un film low budget, che sembra tutto tranne che un film low budget. Attori giovani e sconosciuti che fanno il loro lavoro (anche se in un paio di scene sono un po’ troppo teatrali e finiscono per contraddire l’idea di ripresa reale), ottimi effetti speciali, ma soprattutto Romero, una persona che sa bene cosa vuol dire dirigere un film horror perché conosce perfettamente regole e meccanismi (la camera a mano è funzionale alla riflessione sociale, ma fin dall’inizio Romero mette le mani avanti annunciando l’escamotage del montaggio quindi niente mal di mare e cambi improvvisi di inquadratura alla Cloverfield o Blair Witch Project- e dell’uso della musica). Ritmo sostenuto per un’ora e mezzo (verso la fine cala il livello di tensione, ma è una cosa che posso perdonare), qualche spavento con relativo saltello e alcune trovate assolutamente geniali (i morti viventi che camminano nella piscina e non riescono ad uscire, e la scena all’interno della villa ricostruita attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso).

 

Diary of the Dead non è un capolavoro, e sicuramente non è un film che entrerà nella storia del cinema horror. Ma è un film bello che non può deludere gli amanti dei morti viventi, dell’horror e di Romero (anche se io ci avrei messo ancora più morti viventi e ancora più scene splatter).

 

George A. Romero's Diary of the Dead

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categoria: cinema, horror



Commenti
#1   03 Giugno 2008 - 00:31
 
complimenti per il bel blog...vi linkiamo sul nostro blog appena nato...veniteci a trovare...

ciao, francesco

http://cineclubbandeapart.blogspot.com/
utente anonimo

#2   03 Giugno 2008 - 08:50
 
E' li che mi aspetta già da un po' questo film!!!
Ed io sono un amante dei morti viventi, dell' horror e di Romero ^__*

Weltall
utente anonimo

#3   03 Giugno 2008 - 15:20
 
Meno male che tu ne parli bene... mi rincuora.


Chimy
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#4   03 Giugno 2008 - 16:07
 
Prima o poi lo vedrò, dopo la recensione delusa di Cinedelia questa tua un po' più calda mi rincuora.
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#5   03 Giugno 2008 - 20:15
 
Devo recuperare questa saga...
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#6   04 Giugno 2008 - 14:32
 
Romero va sempre visto, ma avevo letto giudizi negativi. Comunque, magari in DVD, vedrò di recuperarlo.
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#7   05 Giugno 2008 - 07:34
 
Tra pochi giorni il tuo sito sarà segnalato su "45 Blog"

http://www.quarantacinqueblog.blogspot.com/

Se hai anche tu altri Blog da segnalarmi, lasciami un commento oppure mandami una email.

Ciao, Max.
utente anonimo

#8   05 Giugno 2008 - 10:02
 
ma quando cacchio esce in dvd ?
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#9   05 Giugno 2008 - 11:37
 
Non vedo l'ora di vederlo! Adoro Romero!!
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#10   06 Giugno 2008 - 10:52
 
Come sai non sono d'accordo...purtroppo l'ho trovato convenzionale, ben fatto ma troppo scontato per essere un film di Romero...
E la critica ai new mwdia non mi ha affatto convinto, ma forse ha risentito dei titoli simili che lo hanno preceduto.
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#11   07 Giugno 2008 - 13:48
 
Chiedo di nuovo scusa per il ritardo, nei prossimi giorni cercherò di essere più presente :(

Una nuova risposta cumulativa:
dopo aver letto recensioni così poco entusiaste mi aspettavo veramente un film pessimo. E invece mi sono trovato davanti un buonissimo film horror. E' vero che da Romero potevamo leggittimamente aspettarci un capolavoro. "Diary of the Dead" non lo è, ma è un film horror che si mangia in un boccone l'insieme di film horror che popolano le sale negli ultimi anni.
Questo film poi rappresenta un nuovo inizio, è scollegato dalla saga principale dei morti viventi di romero.

Sono poi d'accordo con Cinedelia: la critica ai new media ha risentito di titoli simili precedenti.
Non so quando arriverà in Italia, ma sicuramente non lo vedremo in sala. Sigh, profonda tristezza.
Alessandra DEVI assolutamente recuperare questa saga. Un capolavoro! :)


Ciao a tutti! :)
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