Rovine
di Carter Smith
(2008)

Ennesimo horror estivo. Niente di originale, niente di innovativo, niente di imperdibile.
Ma.
Ma questo "Rovine" nella sua semplicità funziona!
Due coppie in vacanza in Messico si lasciano convincere a visitare rovine Maya non segnalate negli itinerari turistici. Tutti allegri e contenti partono per l'avventura, ignorando che quelle rovine altro non sono che un vecchio tempo Maya tutto coperto di erbacce malefiche. Saranno costretti a cercare di sopravvivere in cima al tempio [tutto il film si sviluppa all'esterno]. Sono in quarantena: gli abitanti del luogo infatti li aspettano a terra con gli archi puntati verso di loro. Non possono permettere che qualcuno scappi. Il rischio che questa "malattia" si propaghi è altissimo.

Come dicevo prima niente di trascendentale, ma il film ha un ottimo ritmo e una buonissima dose di tensione. "Rovine" riesce a spaventare e a far rabbrividire mettendo in scena solo delle erbacce e dei fiorellini rossi. Ripeto: erba e fiorellini rossi, non mostri famelici. Ma al di là del ritmo e della tensione costante, va segnalata la presenza di gustose scene gore.

Piante assetate di sangue entrano nelle carne ferita dei malcapitati. Piantano radici, si muovono dentro il corpo dei poveretti. E queste piante devono essere estirpate prima che sia troppo tardi. E' necessario improvvisarsi chirurghi, tagliuzzare e squarciare gambe e braccia con un coltello, oppure in casi estremi amputare gambe e cauterizzare la ferita con una padella bollente. E se il dolore è troppo forte, se ormai le piante hanno raggiunto la testa facendoci impazzire, non resta che la via del "fai da te": un folle autolesionismo.
Altro che i tirocinanti di ER!

categoria: cinema, horror, 2008























